Brutti ma buoni

Il progetto dei corsi finalmente sta prendendo forma e io non posso che essere fiera dei progressi fatti fino ad oggi. Iniziare da autodidatta senza sapere assolutamente da dove partire e trovarmi oggi a raccontarvi di persona come preparo i miei dolci è davvero entusiasmante. Tutto il lavoro di questi ultimi anni inizia ad avere un senso. Tutto lo studio, gli esperimenti e le intere teglie di impasti gettate nel cestino, forse non sono state poi tanto vane. In ogni modo, il tempo mi dirà.

Ho sempre avuto la sensazione che tutto si potesse fare nella pasticceria vegana. Certo, tanti errori e tanti insuccessi alle volte mi hanno portato a credere il contrario. Ma non mi sono mai arresa per questo e non ho mai abbandonato la ricerca.

Continuo a credere che qualcosa di inesplorato ancora ci sia in questo mondo e sono convinta che presto troverò nuove piacevoli sorprese destinate a buttare giù le ultime barriere.

Basta andare avanti, studiare, tentare e ritentare, modificare e riprovare ancora, fino a trovare le soluzioni migliori.

Ed così che ho fatto anche per preparare i Brutti ma buoni in versione vegana. Prove su prove fino ad arrivare alla ricetta giusta.

I Brutti ma buoni sono dei dolci semplicissimi nella loro versione originale. Bastano solo tre ingredienti, albumi, zucchero e nocciole, per preparare questi brutti quanto deliziosi dolcetti da mangiare uno dietro l’altro fino a sentirsi male.

E nella versione vegana? Potremmo pensare che la versione vegetale sia altrettanto semplice e che basti aggiungere dell’acquafaba (acqua di cottura dei ceci) al posto dell’albume! Magari!

Inserendo solo acquafaba nell’impasto i dolcetti purtroppo si appiattiscono in cottura e diventano immangiabili. L’unica strada possibile è aggiungere proteine all’impasto per creare la giusta struttura.

Io uso molto le proteine dei legumi nei miei dolci. Quelle dei ceci poi, se ben dosate, sono davvero ottime per molte preparazioni. E anche in questo caso, sono perfette per arrivare laddove l’acquafaba, per assenza di proteine con proprietà coagulanti al suo interno, non riesce ad arrivare.

Ma bando alle chiacchiere (se poi voleste approfondire l’argomento “sostituzione uova” vi rimando ai miei corsi), risolta la questione di come donare la giusta consistenza al biscotto, la ricetta rimane comunque semplicissima anche in chiave vegana, dunque vi invito a sperimentarla soprattutto in questo periodo di feste. 

La mia versione infatti aggiunge un pizzico di cannella alla ricetta originale andando a creare, insieme alle nocciole, il binomio perfetto per arricchire di dolcezza e di profumi il fine pasto delle nostre feste.

Bene, volete provare a prepararli? Vi avviso, sono strepitosi!

Ingredienti

50 g di acquafaba

120 g di zucchero di canna grezzo

120 g di nocciole tostate

15 g amido di riso

60 g farina di ceci

un pizzico di sale

mezzo cucchiaino di cannella in polvere

Procedimento

Come prima cosa montate a neve l’acquafaba. Occorrono circa 6-8 minuti di lavorazione per raggiungere la giusta consistenza. Se volete ottenere una neve più soda e stabile aggiungete qualche goccia di limone mentre le fruste stanno montando.

Nel frattempo tritate le nocciole tostate. Io solitamente cerco di avere una parte di nocciole tritare più sottilmente e una parte più grossolana.

Rendete a velo lo zucchero di canna e non appena l’acquafaba arriva ad una consistenza soda, aggiungetelo ad essa un pò per volta con le fruste azionate a bassa velocità. Dovete creare una meringa compatta, che non cola.  

A questo punto trasferite la meringa in una ciotola, aggiungete le nocciole tritate, la cannella e il sale e mescolate delicatamente con una spatola.

Inserite l’amido di riso e la farina di ceci e amalgamate con movimenti dal basso verso l’alto, sempre con molta delicatezza per non smontare completamente l’acquafaba (è normale che l’acquafaba perda buona parte del suo volume iniziale ma un pò di aria deve rimanere per permettere ai biscotti di crescere in cottura).

A questo punto con un cucchiaino, o se preferite con una sac a poche, create delle palline, distanziandole 4-5 cm l’una dall’altra, su una teglia rivestita di carta da forno.

Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 10 minuti e poi a 150°C per altri 5 minuti.

Sfornate e lasciate stiepidire bene prima di staccare i biscotti dalla carta da forno.

Una volta freddati completamente potete conservare i Brutti ma buoni in un contenitore a chiusura ermetica per una decina di giorni anche più.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...